Nate da semi diversi, sviluppatesi su binari dissimili, USI e SUPSI hanno negli anni trovato punti di convergenza unendo le forze in diversi ambiti, da alcuni servizi comuni a disposizione degli studenti sino al nuovo Campus che sorgerà dove alcuni anni fa si ergeva il capannone “Campari” a Viganello. Progetti interessanti che tuttavia non uniscono, in un mix potenzialmente vincente di conoscenze puramente accademiche e quelle applicate frutto del contatto diretto con la realtà economica, tecnologica e sociale locale, le diverse competenze di USI e SUPSI.
Tuttavia, in un giornale studentesco è corretto parlare di affari studenteschi piuttosto che delle strategie di uno o dell’altro istituto. Parliamone dunque. USI, Università che rilascia titoli Bachelor, Master e PhD, multiculturale, nuova, dinamica ed in espansione. SUPSI, Scuola universitaria professionale che rilascia titoli Bachelor e Master, riconosciuta dalla Confederazione, non il CEPU con tutto il rispetto per un grande uomo e campione come Alex Del Piero. Entrambe rilasciano titoli Bachelor ottenuti grazie al sudato conseguimento di 180 ECTS, crediti di studio trasferibili, “standardizzati”, importante tassello della famosa riforma di Bologna, a tempo pieno o (limitatamente alla SUPSI) parziale.
Possibile che 180 ECTS, ceteris paribus, valgano più in un posto che in un’altro? Possibile che 180 ECTS valgano più oltrefrontiera che non a pochi chilometri di distanza, in casa dei cugini con cui si condividono strutture, uffici e progetti futuri? Evidentemente si. Non mi è dato conoscere i motivi di queste differenze, tuttavia nulla mi impedisce di constatare che con un Bachelor SUPSI si può frequentare liberamente un Master SUPSI, un Master presso un’università italiana o di altri stati ma non un Master presso l’USI. Ciò evidentemente non vale nell’opposta direzione.
Non si tratta a mio avviso di impedimenti reali, oggettivi, non si tratta in sostanza di manifesta incapacità e difficoltà degli studenti SUPSI (che ne hanno possibilità oltre che desiderio) nel frequentare un Master USI. Si tratta di impedimenti posticci, burocratici, che in modo provocativo potrei definire lobbistici e volti a preservare la purezza di un ateneo dalle contaminazioni del cugino povero, immischiato con il fastidioso mondo reale che spesso stride con le teorie e le congetture sviluppate dai geniali ricercatori accademici (puntualizzo qui che l’aggettivo “geniali” non ha nemmeno il minimo accenno di ironia).
Se pur così non fosse e la mia opinione fosse frutto di una possibilissima faziosa interpretazione dei fatti, un errore permane. Infatti, qualora il Bachelor SUPSI non fosse degno di tale nome, fu un errore ottenere il diritto di rivendicarne la sua validità e parificarlo a 180 ECTS.
La speranza naturalmente è di sbagliarmi e di vedere un futuro migliore e più mobile in questo senso; ai posteri o semplicemente a chi ne ha maggior autorevolezza lascio l’incombenza di quest’ardua sentenza.
IF, 13.11.2010
Lascia un commento
Non c'è ancora nessun commento.
Commenti RSS TrackBack Identifier URI
